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Carcinoma a cellule basali - Basal cell carcinoma B.C.C.

Ancora sconosciuta, purtroppo, è l’etiopatogenesi ma è stata appurata una predisposizione genetica generica: nella razza caucasica, nei soggetti albini ed in quelli immunodepressi è notevolmente più frequente. A tal proposito, è stato calcolato che i soggetti che hanno subito un trapianto di rene dopo dieci anni posseggono un rischio 250 volte maggiore d’insorgenza di epitelioma rispetto alla popolazione generale. In alcune condizioni geneticamente determinate è dimostrata una predisposizione specifica, come in soggetti che posseggono particolari varianti degli alleli del recettore della melanocortina-1 (gene MC1R) che influenza la pigmentazione nei caucasica 11

Il più rilevante fattore di rischio per lo sviluppo di tumori cutanei nella popolazione generale permane tuttavia l’esposizione alle radiazioni ultraviolette (U.V.); quindi maggiormente incriminate sono le prolungate esposizione alla luce solare, che è la fonte principale delle radiazioni UV, ma anche l’abbronzatura artificiale (artificial tanning bed), in costante aumento, mediante l’uso di lampade alogene che producono radiazioni U.V. nocive12. Ulteriori fattori inducenti chiamati in causa sono l’ingestione di arsenico o l’esposizione professionale a sali arseniacali, ai pesticidi, alle fibre di vetro, ad alcuni derivati del petrolio e ai catrami minerali e vegetali ed infine traumi e/o microtraumi ripetuti, ustioni e cicatrizzazioni lente e irregolari.

Mediante l’esame obiettivo generale e locale il clinico valuterà il quadro macroscopico del carcinoma a cellule basali che è quanto mai variabile sebbene comunemente sia caratterizzato da una lesione di piccole dimensioni a lenta crescita, con centro depresso e bordi rilevati. Tale lesione inveterata, trascurata e non trattata può assumere dimensioni notevoli sino ad infiltrare e distruggere i tessuti circostanti (tipico quadro denominato ulcus rodens ). Il potenziale metastatico di questo carcinoma è molto basso (< 1%), infatti è dotato unicamente di malignità locale. La classificazione clinica maggiormente accettata distingue diversi quadri macroscopici di seguito riportati3:

basalioma nodulare : nodulo rilevato, di colorito bianco-roseo o brunastro a lenta crescita, orletto perlaceo con fini teleangectasie, che tardivamente può ulcerarsi, molto frequente al volto.

basalioma cistico :  lesione di aspetto cistico o nodulo-cistico, a superficie tesa e translucida con fini teleangectasie, si localizza soprattutto al naso ed alle palpebre.

ulcus rodens : detto anche terebrante o forma ulcerativa, è una lesione di aspetto imbutiforme con bordi irregolari rilevati di colorito perlaceo e fondo facilmente sanguinolento, possiede una spiccata tendenza all’infiltrazione precoce, si manifesta in sedi preferenziali, quali il canto mediale ed il solco naso-labiale.

basalioma piano cicatriziale : generalmente si presenta a carico del volto come una placca infiltrata biancastra pergamenacea di aspetto atrofico con margini irregolari, attraversata da aree eritemato-crostose e/o rilevate.

basalioma multicentrico : si presenta come una chiazza eritematosa brunastra ricoperta da aree eczematose e croste con margini frastagliati, poco infiltrante, spesso di aspetto pagetoide (infatti è detto anche basalioma pagetoide); la sede più caratteristica è il torace.

basalioma morfeiforme : placca di colorito bianco-giallastro, priva di ulcerazioni, si sviluppa nel derma ove induce una reazione stromale fibro-sclerotica, principalmente si reperta a livello del solco naso-genieno.

Il carcinoma a cellule basali, dal punto di vista istopatologico, mostra una grande varietà di aspetti microscopici che rispecchiano la differenziazione delle cellule basaliodi verso i vari componenti annessiali dell’epitelio. Tale polimorfismo può essere spiegato in quanto il basalioma prende origine dalle cellule epiteliali indifferenziate e pluripotenti che possono, di volta in volta, differenziarsi ora verso cellule basaliodi o cheratinizzanti, ora verso strutture sebacee, ghiandolari apocrife e pilari. Classicamente, tuttavia, consiste di isole irregolari di cellule epiteliali infiltranti il derma, alla periferia delle isole neoplastiche, i nuclei epiteliali, fra loro paralleli, sono allineati perpendicolarmente al confine con lo stroma lasso, caratteristica nota come palizzata nucleare periferica. Il derma può mostrare inoltre elastosi solare e fibrosi, con un infiltrato infiammatorio cronico. Un meccanismo di immunità citotossica è stato suggerito per spiegare la lenta crescita e la bassa incidenza di metastasi dei carcinomi basocellulari nonostante il loro veloce raddoppiamento mitotico13.

Una particolare forma, detta basalioma aggressivo, possiede la peculiare tendenza ad infiltrare estesamente ed in profondità indi per cui si rende necessaria una resezione molto ampia e profonda al fine di evitare che l’infiltrazione proceda nei piani profondi, spesso entro ed attraverso l’osso, fatto che a livello del capo e del collo comporta estrema cautela. Il tasso di recidiva o di ricomparsa dipende dall’adeguatezza dell’escissione primitiva, sebbene un’apparente recidiva possa in realtà essere un nuovo tumore. La sede potenziale d’insorgenza comprende tutto l’ambito cutaneo, escluse regioni palmo-plantari e le mucose.

Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva
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Dott. Moccia Luigi Stefano Ordine dei Medici - Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

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