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Carcinoma a cellule spinose - Squamous cell carcinoma S.C.C.

Fattori oncogeni importanti nello sviluppo di tali lesioni sono le radiazioni solari, responsabili delle cheratosi attinica, indi le radiazioni ionizzanti, numerosi agenti chimici in particolare la paraffina, gli oli minerali, il catrame ed il tabacco; quindi cicatrici distrofiche e retraenti, soprattutto quelle da ustione, le ulcere flebostatiche e le aree di flogosi cronica o granulomatosa come in alcune dermopatie croniche (Tubercolosi luposa ed il Lupus eritematoso discoide LED). Sempre più indagata oggi è la cancerogenesi virale, documentata per alcuni ceppi dello Human Papilloma Virus (HPV 16, 18, 31, 33, 35).

Una condizione morbosa predisponente allo sviluppo di questa neoplasia è lo Xeroderma pigmentosum, ove vengono amplificati gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette (U.V.); principalmente le radiazioni ultraviolette a breve lunghezza d’onda e quindi ad alto potere di penetrazione, dette U.V.B (280< λ < 315nm) sono indagate come responsabili del fenomeno della fotodimerizzazione. Questa rara sindrome ereditaria, a trasmissione autosomica recessiva, si manifesta prevalentemente con sintomatologia cutanea e oculare, e vari sintomi neurologici ed endocrini, conseguente alla presenza di aberranti vie metaboliche dovute alla carenza di alcuni enzimi fondamentali; l’eclatante quadro clinico cutaneo è sostenuto da un deficit dei sistemi di riparazione SOS del DNA danneggiato (carenza delle DNA-endonucleasi U.V. specifiche e DNA-ligasi con inevitabile formazione dei dimeri di timina e/o di citosina  con conseguente alterazione della configurazione spaziale del DNA) che porta inesorabilmente all’insorgenza, nelle aree cutanee fotoesposte, di precancerosi cosiddette obbligate, in quanto evolvono precocemente e rapidamente verso la trasformazione neoplastica14.

Il carcinoma a cellule squamose, neoplasia maligna degli epiteli malpighiani a rapida crescita, possiede capacità metastatizzante ed insorge da cheratinociti anaplasici della cute, semimucose (labbra e genitali) o delle mucose (lingua).

La classificazione clinica prevede due quadri macroscopici:

spinalioma nodulo-cheratosico : lesione di consistenza dura, talora con aspetto di “corno cutaneo” con infiltrazione sottostante in aree fotoesposte, caratterizzata da una evoluzione rapida.

spinalioma nodulo-ulcerativo :  massa vegetante oppure ulcera crateriforme sanguinante, con bordi infiltrati, si localizza alle semi-mucose e mucose esterne; possiede una evoluzione molto rapida.

spinalioma infiltrante : piccola placca lievemente rilevata di consistenza dura strettamente aderente ai piani circostanti, evolve verso l’ulcerazione mentre l’infiltrazione progredisce sia in superficie che, soprattutto, in profondità.

spinalioma vegetante o papillomatoso : tipica delle regioni orale, genitale ed anale, si presenta come una lesione rilevata “a cavolfiore” con sviluppo prevalentemente esofitico.

La forma ulcerativa si manifesta specificatamente nei carcinomi squamocellulari che insorgono su cicatrici (ulcera di Marjolin) senza alcuna tendenza alla guarigione spontanea ma piuttosto tendente all’espansione e all’approfondimento3. Tipicamente però la lesione si presenta come un nodulo duro ed ulcerato in una sede esposta al sole di un soggetto maschio anziano, spesso su un preesistente danno attinico cutaneo (cheratosi attinica ed elastosi).

Dal punto di vista microscopico la maggior parte dei carcinomi a cellule squamose è ben differenziata, cioè cheratinizzante. I cheratinociti maligni possono invadere il derma sottostante ed è di valore diagnostico l’estensione oltre il piano dei dotti delle ghiandole sudoripare, a differenza del cheratoacantoma in cui l’epitelio infiltrante non penetra mai oltre tale livello critico. Occasionalmente si può riscontrare acantolisi diffusa che entra in diagnosi differenziale con quella caratteristica del pemfigo; di rado, tuttavia, il tumore è costituito da cellule fusate poco differenziate13.

In generale, è di uso comune la classificazione istologica in tre tipi  fondamentali:

ben differenziato (si repertano le perle cornee)

moderatamente differenziato (maggiore pleiomorfismo, anaplasia cellulare, paracheratosi e acantosi del derma) 

scarsamente differenziato (totale stato di anaplasia cellulare ed elevato indice mitotico).

Codesta classificazione è di estrema importanza e dal punto di vista prognostico e terapeutico, a cui può associarsi la classificazione TNM (dimensioni del tumore, invasione linfonodale, metastasi) riferita alla particolare sede d’insorgenza.

Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva
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Dott. Moccia Luigi Stefano Ordine dei Medici - Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

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